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02/06/2015, 14:12



Un-dispositivo-per-rilevare-pesticidi-in-cibo,-acqua-e-suolo


 



By  on 1 giugno 2015

Quando acquistiamo degli alimenti vorremmo essere sicuri che ciò che ingeriremo non contenga sostanze che possono, in qualche modo, danneggiare la nostra salute, tra cui residui di pesticidi. I pesticidi sono delle sostanze chimiche adoperate nell’agricoltura convenzionale, per proteggere le piante da parassiti e malattie. Sono sostanze che però possono rimanere, in quantità più o meno consistenti, sul prodotto finale.

Negli ultimi anni, gli scienziati hanno addotto diverse prove che testimoniano come questi residui possano avere effetti negativi sulla salute. Di chi produce, certo, ma anche di chi consuma frutta e verdura.Recentemente, il Dipartimento di nutrizione ed epidemiologia della Harvard T. H Chan school of public health di Boston ha condotto uno studio su un campione ridotto di 150 uomini, di età compresa tra i 18 e i 55 anni, al fine di valutare alcuni degli effetti che i residui di fitofarmaci possono avere sulle persone.

Le conclusioni a cui sono giunti gli studiosi sono molto chiare e suggeriscono "che l’esposizione ai pesticidi utilizzati nella produzione agricola attraverso la dieta può essere sufficiente per influenzare la spermatogenesi nell’uomo", producendo problemi di fertilità. Questo non è l’unico problema derivante. Basti pensare che, recentemente, FAO e ILO hanno diffuso un rapporto in cui si parla di 100 milioni di ragazzi tra i 5 e i 17 anni che lavorano abitualmente nel settore agricolo e sono esposti a pesticidi e altre sostanze potenzialmente rischiose.

Per quanto riguarda gli alimenti, i cibi che contengono il maggior quantitativo di pesticidi sono: mele, sedano, peperoni, pesche, fragole, uva, spinaci, lattuga, cetrioli, mirtilli. E la lista non termina qui. Ma come tutelarsi? La prima soluzione è quella di scegliere prodotti biologici, cercando di prestare attenzione al falso bio e alle truffe. 

Ad aiutarci a controllare i cibi che mangiamo ci vengono in aiuto la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica attraverso strumenti come BioPARD, un dispositivo portatile innovativo per il rilevamento di pesticidi messo a punto da una piccola azienda di Firenze specializzata in progettazione e produzione di sensori che, in collaborazione con l’Università di Firenze, ha perfezionato questo strumento unico nel suo genere.

02/06/2015, 13:55



Roundup-Monsanto:-altri-5-motivi-per-mettere-al-bando-il-glifosato


 



Roundup di nuovo  sotto accusa. Da anni circolano ricerche sugli effetti nocivi del glifosfato, la sostanza alla base del noto erbicida di Monsanto i cui rischi, soprattutto a livello ormonale e di malformazioni genetiche sono stati per decenni taciuti anche dalla Commissione europea. Oggi torna a far notizia dopo i risultati di uno studio condotto da parte di un gruppo di scienziati danesi, che si sono occupati delle conseguenze del suo impiego sulle attività degli enzimi e sulla salute gastrointestinale dei mammiferi.Gli scienziati danesi richiedono che vengano effettuate ulteriori indagini sul diserbante prodotto da Monsanto e su altri erbicidi e pesticidi che contengono glifosato. Secondo gli esperti, questa sostanza chimica è più pericolosa durante le fasi di vita iniziali dei mammiferi. Inoltre, secondo le ricerche, il glifosato interferirebbe con gli enzimi del fegato e impedirebbe all’organismo di disintossicarsi naturalmente. Perché una sostanza così ad alto rischio non è ancora stata messa al bando?

1) Salute del bestiame

Gli accertamenti sanitari attuati sul bestiame in Danimarca hanno dimostrato che i mangimi a base di soia Ogm, che viene cosparsa di glifosato durante la coltivazione, hanno effetti negativi sulla salute degli animali. Gli scienziati della Aarthus University hanno studiato la presenza di glifosato nei suoli e i suoi effetti sui mammiferi. La sostanza ha un impatto maggiore durante le fasi più delicate della vita degli animali. In particolare, gli esperti sono preoccupati per gli effetti negativi del glifosato sul sistema gastrointestinale.

2) Esposizione alle infezioni

Sia nei bovini che nel pollame il glisofato agisce alterando l’equilibrio della flora batterica intestinale. Di conseguenza gli animali risultano più esposti agli attacchi degli agenti patogeni e negli ultimi dieci anni le infezioni da botulismo sarebbero aumentate in modo esponenziale. I batteri responsabili dellasalmonellosi sono risultati altamente resistenti al glifosato, mentre i batteri benefici, come i lactobacilli, vengono distrutti da questa sostanza.

3) Capacità di disintossicazione

Il glifosato limita la capacità di disintossicazione dell’organismo. Secondo ulteriori ricerche, il glifosato inibisce gli enzimi del citocromo P450 nell’uomo. Questi enzimi servono ad aiutare l’organismo ad espellere le tossine. Il glifosato agisce trattenendo le sostanze indesiderate, come se si trattasse di un catalizzatore. Il glifosato sarebbe in grado di interferire anche con i batteri presenti nell’intestino umano. La sua azione nociva non riguarderebbe dunque soltanto le piante e gli animali, ma anche l’uomo. Se nell’apparato intestinale si accumulano più facilmente sostanze indesiderate, il sistema immunitario verrà ostacolato.

4) Produzione di ammoniaca

Ulteriori indagini hanno evidenziato che le piante trattate con glifosato producono ammoniaca in eccesso a causa di una maggiore attività dell’enzima PAL. Questo enzima si trova in vegetali, animali e microbi e catalizza la reazione che libera ammoniaca. L’ammoniaca in eccesso crea un’interruzione della crescita delle piante. Si teme che un’azione simile possa agire negativamente sulla flora intestinale degli esseri umani. Gli esperti si chiedono quali possano essere gli effetti negativi sul nostro apparato digerente e temono, tra le conseguenze, infiammazioni che possono verificarsi in tutto il corpo.

5) Malformazioni genetiche e malattie renali

L’erbicida Roundup di Monsanto provoca malformazioni genetiche: ce lo hanno tenuto nascosto per 30 anni. Secondo un rapporto pubblicato nel 2013 da un team internazionale di esperti, il glifosato può provocare difetti alla nascita su animali da laboratorio e l’UE ne sarebbe già stata a conoscenza da tempo. La notizia però non era mai stata resa pubblica. Gli esperti hanno effettuato per mesi le proprie analisi ed hanno scoperto che le colture Ogm su cui si utilizza l’erbicida Roundup contengono un agente patogeno che può causare aborti negli animali. L’erbicida Roundup in Brasile e Sri Lanka sta causandouna vera e propria epidemia di malattie renali tra gli agricoltori. Il 15% della popolazione dello Sri Lanka ne sarebbe affetto e il Governo ha richiesto la messa al bando del prodotto.

Ora che gli effetti dannosi del glifosato sono stati riconosciuti anche sull’uomo, perché ne viene ancora permesso l’impiego in agricoltura?Leggi anche: Monsanto: Sri Lanka e Brasile contro l’erbicida RoundupMarta AlbèLeggi anche:Roundup, il pesticida della Monsanto possibile causa dell’aumento di intolleranze al glutineIl pesticida Roundup della Monsanto provoca mutazioni genetiche anche nei giriniIl pesticida Roundup della Monsanto crea malformazioni gentiche. E ce lo hanno nascosto per 30 anni!

01/06/2015, 14:12



SPECIALE-SARDEGNA---I-SEMI-DEL-FUTURO


 



Agricoltori, agronomi e cittadini in un percorso partecipativo per sviluppare nuove varietà di semi nelle ricchissime e antiche terre della Sardegna. È lo spirito dell’evento I semi del futuro, che si svolgerà dal 20 al 23 maggio nei comuni di Masainas, San Giovanni Suergiu e Calasetta.

Quattro giornate dedicate al miglioramento genetico partecipativo e alle sfide di un modello agricolo alternativo: sotto la guida del genetista Salvatore Ceccarelli, i partecipanti potranno scoprire i segreti della pre-selezione delle varietà in campo.

I dati raccolti verranno poi elaborati statisticamente, permettendo di decidere quali varietà scegliere per un migliore adattamento all’ambiente.

Si tratta di un’esperienza che in Sardegna è iniziata circa un anno fa nel territorio del Sulcis, porzione sudoccidentale dell’isola, grazie a un’iniziativa promossa dal Centro Sperimentazione Autosviluppo.

La sperimentazione è stata avviata inizialmente nel comune di Masainas, presso l’azienda agricola "Su Treulu Biu" (in sardo, "il caos vivente").  Qui sono state seminate alcune varietà locali, e i primissimi miscugli. Pochi mesi dopo la sperimentazione è stata estesa ai comuni di San Giovanni Suergiu e Calasetta, dove è anche operativa una fattoria didattica.

In ogni campo, di 40 parcelle ciascuno, sono state seminate 17 varietà di grano duro e tenero e miscugli di tutte le varietà utilizzate.

Ora l’evento I semi del futuro punta ad ampliare la porzione di terra coltivata con le tecniche del miglioramento genetico partecipativo ed evolutivo, che rimette gli agricoltori e le comunità locali al centro del processo produttivo, con il costante supporto di agronomi e ricercatori.

Se ripetuta per 4 anni, la sperimentazione consentirà di far emergere le varietà adatte ai luoghi e ai cambiamenti climatici: un passo fondamentale per lo sviluppo di colture alimentari sane e biodiverse.

Nei prossimi giorni proveremo a raccontare questa sfida su Semi e dintorni: seguendo le tappe del programma dell’evento, lo Speciale Sardegna raccoglierà le voci di chi lavora tutti i giorni in campo per proteggere i semi del futuro.

Fonte "Semi del Futuro": http://www.semiedintorni.it/?p=108


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